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50 sfumature di romance: genesi e caratteristiche del romanzo d’amore

Sul genere romance pesa un grande pregiudizio, sia in chi legge che in chi scrive. I romanzi d’amore, di sentimenti, sono considerati un genere di “serie B”, materiale buono per spezzare la noia delle casalinghe disperate o per far sognare le adolescenti.

In realtà, diversamente da quanto si crede, in circolazione ci sono molti ottimi romanzi d’amore (e molto pattume scadente, come in tutte le cose) e la lettura del romance in Italia è addirittura aumentata negli ultimi anni, con sempre più uomini fra gli appassionati del genere.

Ciò che seduce il lettore, al di là della storia d’amore in sé (e delle eventuali scene piccanti) è la presenza del lieto fine. Una conclusione felice è un elemento fondamentale nel romance, e lo rende in qualche modo un genere di conforto. Può succedere di tutto, ma deve finire bene per i due protagonisti, che vedono coronare il proprio sogno d’amore.

Ma vediamo meglio come è nato il romance, quali sono le sue caratteristiche principali e quali i sottogeneri.

La genesi del romance

L’origine del genere può essere identificata, senza ombra di dubbio, nella prolifica penna della scrittrice inglese Jane Austen. Con i suoi romanzi letti e amati da generazioni di fanciulle (e non solo), Austen ha definito tutte le caratteristiche che saranno peculiari di questo genere: la scrittura arguta, l’ironia, le beffe contro i pregiudizi del suo tempo, la voglia di ribellione della giovane protagonista.

Come accaduto anche per il romanzo giallo, la definizione di “romanzo rosa” deriva – almeno in Italia – da una precisa scelta editoriale. All’inizio del XX secolo, la casa editrice Salani dà vita alla collana “La biblioteca delle signorine”. Le copertine dei libri appartenenti a questa collana erano rosa – e da qui è nata tale definizione.

Il target di riferimento di questo nuovo filone letterario sono appunto le “signorine”, ovvero le ragazze dai sedici anni in su. Anche le protagoniste delle storie sono fanciulle giovani, inesperte e sognatrici, eroine alle prese con grandi storie d’amore che appassionano migliaia di lettrici.

Tra le autrici più note e amate troviamo Delly, pseudonimo dietro al quale si celava una coppia di fratelli – Jeanne-Marie e Frédéric Petitjean de la Rosière. Nella migliore tradizione del romance, questi romanzi raccontano di amori genuini ma ostacolati da incomprensioni o da trame ordite dal cattivo di turno.

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A partire dagli anni Trenta, “La biblioteca delle signorine” lascia il posto a “I romanzi della rosa”, una collana che raccoglie romance provenienti dagli ambienti inglese e americano, caratterizzata da un logo ben visibile e da copertine dai colori vivaci. Le protagoniste sono sempre giovani fanciulle innamorate, ma non sono più (solo) nobildonne e aristocratiche: non mancano segretarie, dattilografe e addirittura casalinghe.

Inutile dire che, visto il grande successo di questi romanzi, molte case editrici hanno iniziato a dare sempre più spazio al romance e alle grandi storie d’amore fra le loro pubblicazioni, anche se non con delle collane dedicate. L’unica collana che oggi ancora porta alta la bandiera del romance è senza dubbio quella di “Harmony” (edita da HarperCollins). Nati negli anni Ottanta, i romanzi “Harmony” sono piuttosto brevi, scorrevoli, e sono pensati per essere delle letture da edicola.

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Caratteri del romance

Come già detto, i romanzi rosa hanno caratteristiche e peculiarità che il lettore del genere si aspetta. Eccone qualcuna:

  • i sentimenti autentici: sembra scontato, ma alla base di un buon romance ci deve essere una grande storia d’amore – senza quella, le pagine scorrono scialbe e prive di entusiasmo. Ma i romanzi rosa sono romanzi di sentimenti a tutto tondo: oltre all’amore, possiamo trovare grandi storie di amicizia, odio fra fratelli, invidia fra ex migliori amiche e molto altro;
  • il lieto fine: i romance devono finire bene e raccontare, possibilmente, un epilogo felice nella storia d’amore fra i due protagonisti. In pratica, se un libro non finisce bene, non è un romance (in merito a questo, alcuni autori di romance come Nicolas Sparks e Danielle Steel sono sul filo del rasoio, poiché non sempre le storie che raccontano hanno un vero e proprio happy ending);
  • personaggi ben caratterizzati: la storia si basa su una relazione fra due persone, quindi è ovvio che i personaggi debbano avere spessore, un passato definito (meglio se tormentato), una famiglia difficile, fragilità e insicurezze;
  • dialoghi curati: sono quelli che mandano avanti la storia in ogni romanzo, ma soprattutto nel romance, dove il focus è sulle relazioni interpersonali;
  • temi complessi e dolorosi come handicap, disturbi mentali, dipendenze, lutti: nella coppia uno ha un problema, una difficoltà, e l’altro lo aiuta (o magari tutti e due hanno un problema e si salvano a vicenda);
  • relazioni non sempre sane (quelle che piacciono di più ai lettori): la fanciulla di buona famiglia che frequenta il teppista di strada, o il vampiro, o il criminale – giusto per fare un esempio. L’obiettivo del romance è permettere al lettore di evadere dalla monotonia della realtà, raccontando amori che nella vita vera sono impossibili a realizzarsi.

In copertina una scena del film “Le pagine della nostra vita”, con protagonisti Ryan Gosling e Rachel McAdams, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore statunitense Nicholas Sparks.

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